Abbiamo ricevuto una email in cui si racconta di due associazioni, una italiana, Fonti di Pace, ed una di Gaza, Social Media Club-Palestine, che operano nella Striscia di Gaza a sostegno della scuola. Crediamo sia un momento di speranza e vogliamo condividerla.
Qui sotto il testo della mail e alla fine le immagini che hanno condiviso, dalle scuole-tenda di Shaty e Nuseirat camp.
Cari e care, continuano i bombardamenti a Gaza. Il Ministero della salute nel report dello scorso 24 giugno riporta che da ottobre 2025 i morti sono stati 1˙029 e i feriti 3˙294. Le statistiche cumulative dall’inizio dell’aggressione: 73˙041 morti e 173˙402 di cui a migliaia necessitano di cure specifiche che a Gaza non sono accessibili.
Vite, storie e sorrisi degli oltre 20˙000 bambini e bambine assassinati.
Da Vatican New 23.6.2026
La Commissione d’inchiesta Onu: i bambini di Gaza presi di mira, “è genocidio”
Nel rapporto diffuso oggi, intitolato ‘L’essenza dell’infanzia è stata distrutta’, gli investigatori delle Nazioni Unite osservano che l’intensità e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane ha provocato un numero “senza precedenti” di morti, feriti e traumi tra i minori palestinesi
La ‘Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territori Palestinesi Occupati, inclusa Gerusalemme Est, e Israele’, istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu, oggi ha pubblicato un rapporto dal titolo ‘L’essenza dell’infanzia è stata distrutta: il deliberato attacco di Israele contro i bambini palestinesi nel Territorio Palestinese Occupato dal 7 ottobre 2023’. La Commissione, presieduta da Srinivasan Muralidhar, sostiene di aver trovato prove che “bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane” e che “sulla base delle prove esaminate, e in linea con i suoi precedenti rapporti, la Commissione conclude che vi sono ragionevoli motivi per ritenere che le autorità israeliane e le forze di sicurezza israeliane abbiano continuato a commettere il crimine di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza, nonché crimini di guerra in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est”.
Ferite e traumi
Nel rapporto diffuso oggi i membri della Commissione indipendente dell’Onu hanno affermato che l’intensità e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane sono continuate, provocando un numero “senza precedenti” di morti, feriti e traumi tra i bambini palestinesi. Secondo la Commissione, vi sono “ragionevoli motivi” per affermare che le autorità e le forze di sicurezza israeliane “hanno continuato a commettere il crimine di genocidio” a Gaza.
Per lo Stato d’Israele il rapporto è “diffamatorio”
Le autorità israeliane hanno criticato il rapporto definendolo “diffamatorio” e una “farsa calunniosa” e accusando gli investigatori di ignorare “le brutali tattiche di Hamas, che attacca spietatamente i bambini israeliani e usa i bambini palestinesi come scudi umani”. Già in un primo rapporto diffuso lo scorso settembre, la Commissione aveva accusato lo Stato d’Israele di aver commesso un genocidio a Gaza. Nel rapporto più approfondito diffuso oggi, la Commissione evidenzia che tale pratica è continuata anche dopo il cessate-il-fuoco sottolineando inoltre come le condizioni di vita imposte a Gaza “causino una mortalità infantile prevenibile”.
Una vita di disabilità
La Commissione ha parlato di azioni che hanno “cancellato l’infanzia” nella Striscia di Gaza. L’inchiesta delle Nazioni Unite ha affermato che durante i primi due anni di guerra almeno 20˙179 bambini sono stati uccisi e 44˙143 feriti. L’uccisione e il ferimento di bambini palestinesi, si legge nel rapporto, “facevano parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l’esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza”. I giovani feriti “affrontano una vita di disabilità” che ora è “una realtà demografica determinante” tra i bambini di Gaza. Il collasso dei programmi di sanità pubblica, inoltre, ha “eroso le condizioni necessarie per una generazione futura sana”.
Oltre due milioni di civili continuano a vivere in rifugi, tende sparse per strada, tra le macerie e in spiaggia. I nostri partners che operano anche in campo sanitario parlano di una grave catastrofe sanitaria e ambientale, causata dall’accumulo di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti, dalle perdite di acque reflue e dalla diffusa proliferazione di roditori e insetti.
Questa catastrofe sanitaria che minaccia la vita e la salute delle persone non può essere disgiunta dall’agire dell esercito israeliano degli ultimi 32 mesi, nonostante la dichiarazione di cessate il fuoco del 10 ottobre 2025.
Siamo arrivati ad una occupazione militare della striscia di Gaza pari al 70% del territorio che priva di fatto qualsiasi possibilità di ripresa, unitamente al blocco dei previsti 600 camion giornalieri che avrebbero dovuto entrare a Gaza con aiuti umanitari per sfamare la popolazione, ripristinare i servizi sanitari, fornire attrezzature e materiali per la ricostruzione, la rimozione di macerie e rifiuti.
Il confinamento di oltre due milioni di palestinesi in un’area limitata e nel contesto di cui sopra rappresenta solo una parte delle letali condizioni di vita imposte sistematicamente e continuativamente alla popolazione di Gaza. Queste condizioni corrispondono al concetto di infliggere deliberatamente a un gruppo condizioni di vita calcolate per provocarne la distruzione fisica, totale o parziale: il crimine di genocidio.
Continua il lavoro di sostegno alla popolazione. In allegato foto delle attività dei nostri bambini e bambine nelle scuole tenda di Shaty e Nuseirat camp.



















