In un momento in cui l’ordine internazionale sta affrontando sfide senza precedenti, l’UE e i suoi Stati membri devono impegnarsi pienamente con tutte le parti interessate per portare la pace in Israele-Palestina, in conformità con i principi, le risoluzioni e il consolidato diritto internazionale delle Nazioni Unite. Questo impegno deve procedere parallelamente al lancio, il 22 gennaio a Davos, del “Board of Peace” del presidente Trump, un concetto che, sulla base del mandato conferitogli dalla risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mira ad avviare e rendere operativa la seconda fase di un Piano globale per portare la pace a Gaza tra Israele e Palestina, a seguito della catena di eventi catastrofici scatenati dai mortali attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Sebbene la rappresentatività, la governance, lo status giuridico e la prevista competenza globale del Board of Peace e dei suoi organi subordinati sollevino fondamentali preoccupazioni, l’attenzione immediata dell’UE e della comunità internazionale dovrebbe concentrarsi sull’inversione dell’attuale dura realtà sul campo a Gaza, così come a Gerusalemme Est e in Cisgiordania, dove la situazione della sicurezza continua a deteriorarsi. Se tali questioni urgenti non saranno affrontate con urgenza, le aspirazioni del Piano di promuovere la sicurezza, il disarmo di Hamas e di altri gruppi armati, un’efficace amministrazione civile, la ricostruzione e lo sviluppo e una pace duratura saranno vanificate.
Questo è l’inizio di una dichiarazione firmata da più di 400 ex ministri, ambasciatori e alti funzionari dell’UE e degli Stati membri in cui si chiede che la diplomazia e non la violenza risolvano i problemi di Gaza
Qui la dichiarazione completa e i link all’elenco dei firmatari.
