Lettera dal carcere

Putin non perdona, 5 anni a Kagarlitsky.

Condanna a 5 anni di carcere confermata in Russia dalla Corte suprema per l’intellettuale marxista Boris Kagarlitsky, una delle voci più autorevoli dell’opposizione a Vladimir Putin.

Era accusato di «giustificare il terrorismo» per dei post contro la guerra in Ucraina. Arrestato e perseguito penalmente più volte, nel 2021 per aver denunciato brogli elettorali e più di recente per le sue critiche all’invasione dell’Ucraina. Sociologo, filosofo, saggista e giornalista, era anche stato schedato come «agente straniero» in base alle restrizioni introdotte nel 2022.

Con una lettera scritta dal carcere – resa pubblica già ad aprile – Kagarlitsky chiede unità e sostegno politico per i prigionieri politici russi di sinistra, quelli che non ricevono attenzione dai media occidentali.

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